Se fossi sindaco – 10 punti

Cercherei di stabilire l’identità della città Venezia, da mar, e quindi cercherei una soluzione istituzionale per dare anche a Mestre la sua identità di terra (con un cittadino di Mestre che si occupi della città). Darei a Marghera la possibilità di diventare città e riconvertirsi.

Identità come coscienza e cultura del vivere il locus: riguarda soprattutto il cittadino che è della città, attraverso l’educazione all’incontro non solo con i monumenti ma anche fra persone, idee e ideali (artistici) e recupero della conoscenza storica per proiettarsi nel futuro.

Recupererei le feste popolari – come la Regata Storica, il Redentore, il Carnevale, la Salute e la Sensa – in forma urbis con progetti che riscoprano il senso vero della festa, dello spettacolo, del rito tra passato e futuro, indagando e ascoltando i cittadini nelle loro frustrazioni, nel loro desiderio di sentirsi depositari e inventori.

Indagherei sugli afflussi turistici e sull’attesa che i turisti hanno nei confronti della città, sul loro essere spettatori, su chi frequenta e perché gli eventi della Biennale e i musei per progettare e a questo punto offrire un nuovo modo di essere turisti/spettatori, uscendo dalla città della diversità sentendosi diversi.

Rivedrei radicalmente lo statuto del Teatro Stabile mantenendolo aperto tutto l’anno, dandogli un ruolo di catalizzatore di tutte le esperienze della Regione non solo teatrali ma delle arti, per distinguerle e selezionarle. Punterei in particolare all’educazione dei giovani e giovanissimi spettatori come futuri cittadini coscienti.

Cercherei di proporre l’ampliamento dei poteri del sindaco, il quale dovrebbe aver giurisdizione sulla navigazione, sugli ormeggi, su tutte le rive e i flussi delle mega-navi, impedendo la confusione che impera oggi.

Aprirei per ogni quartiere un teatro come spazio culturale dove i cittadini si possano confrontare sui problemi quotidiani e sul loro tempo passato, presente e futuro tra poesia, pittura, scultura, testi teatrali, spettacoli, tra vecchi, giovani e bambini, creando scambi di esperienze tra i quartieri.

Imporrei di seguire corsi di formazione sulla cultura dell’ambiente e sulla storia della città a Remiere, taxisti, gondolieri, capitani dell’ACTV, mariani…

Istituirei delle leggi locali in difesa degli esercizi storici: dal droghiere al corniciaio.

Imporrei tempi tassativi di realizzazione e restauro di opere sia pubbliche che private per evitare che la città rimanga incerottata dalle impalcature per anni.

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